Percezione del colore

opere di MarisaPoliani

Ma cosa è la percezione? 

La percezione cromatica implica un atto psichico secondario e superiore, sovracostruito al processo fisiologico.
Dice il Prof. Ruggero Sicurelli: "La percezione del colore va intesa come un evento rivelatore di una dinamica emozionale profonda, che dipende dalle caratteristiche personologiche del percepiente.

In altri termini, la tavolozza cromatica interna dipende non solo dal nostro modo di percepire i colori esterni, ma anche dalla nostra specifica modalità di rivisitare emozionalmente gli stessi. Questo in relazione ad un approccio psicologico che mette in primo piano la biografia personale piuttosto che gli accadimenti culturali. Ciò non toglie che la libertà di elaborazione personale dei percetti non sia totale......".

Per poter vedere qualsiasi cosa e ammesso che i nostri occhi e il nostro cervello funzionino egregiamente, abbiamo bisogno di un minimo di luminosità, cioè di una minima presenza di luce; al buio assoluto siamo completamente ciechi.  In una giornata di sole tutto si illumina di colore.  Il meccanismo della percezione visiva può essere riassunto come segue:

Le cose illuminate  riemettono  una parte della luce, la quale arriva ai nostri occhi e vi penetra.
I nostri occhi elaborano la luce riemessa da un oggetto codificandone forma, rapporto chiaro-scuro e colore.
Queste diverse codifiche vengono inviate al cervello che ce  le fa percepire attivandosi in diverse aree ben identificate dalle Neuroscienze.

La percezione visiva avviene quindi grazie al cervello e nel cervello stesso: è quindi "virtuale" come i nostri pensieri e la nostra immaginazione e, come questi, in grado di provocare risposte emotive ed atteggiamenti psicologici diversi.
Questo insieme di sensazioni che chiamiamo percezione visiva hanno luogo in diverse parti della corteccia cerebrale, in una, ad esempio percepiamo solamente la forma della fragola, in un'altra il colore, ma chi invia questo messaggio elettro-chimico al cervello è l'attivazione perfettamente integrata delle cellule gangliari, cellule bipolari, bastoncelli e coni che fanno delle rètine dei nostri occhi delle vere e proprie appendici cerebrali.

Ciò che non va dimenticato è che l'unica "cosa" che arrivando dall'esterno riesce a provocare tutto ciò che appunto chiamiamo percezione visiva non è altro che la luce con i suoi fotoni. Tralasciamo i diversi meccanismi della visione e concentriamoci sull'aspetto più affascinante della visione umana: il colore.

Questa sensazione viene avvertita in una speciale zona del cervello e viene provocata dall'azione che i fotoni compiono sui coni; possiamo quindi ritenere i fotoni e i coni retinici gli attori principali della rappresentazione cromatica che ha luogo quotidianamente nell'immenso teatro del nostro cervello.

La visione del colore dipende dai coni che sono di tre tipi, sensibili rispettivamente ai colori verde, rosso e blu. Nei coni avvengono delle reazioni fotochimiche reversibili che producono segnali elettrici diversi secondo il colore e l'intensità della luce che cade sulla retina. Il nervo ottico trasmette i segnali al cervello, dove le zone preposte alla visione ricostruiscono l'immagine, producendo quel fenomeno fisiologico soggettivo che chiamiamo visione del colore.

Circa un 10% della popolazione ha problemi di visione del colore, con casi estremi come, ad esempio, i daltonici, ma nella maggior parte degli individui, pur con minime differenze tra individuo e individuo, la visione del colore produce sensazioni analoghe. Quindi i colori sono definiti convenzionalmente associandoli alla percezione media di campioni di individui estratti della popolazione.

Marisa Poliani         

Segue

contatti

     Studio d'ARTE

  1.  index  
  2.  visioneCromatica 
  3.  Cromodinamica  
  4.  Cromoterapia
  5.  Tutorial Paint

    Artisti  in  Mostra

 

Roma Tamara De lempicka

Non solo fascino e stravaganza, ma anche una grande cultura figurativa, tra passato classico e avanguardie: è la Tamara de Lempicka, icona del periodo Deco, che va in mostra dall'11 marzo al Complesso del Vittoriano, oltre 120 opere, tra disegni e dipinti, molti dei quali esposti per la prima volta in Italia, fra cui quelli provenienti dalla collezione di Jack Nicholson. Intitolata 'Tamara de Lempicka. La regina del moderno' , la rassegna curata da Gioia Mori è tra le più complete mai realizzate sulla produzione dell'artista di origini polacche, cresciuta negli ambienti aristocratici della Russia degli zar e riparata a Parigi dopo la Rivoluzione d'Ottobre. L'importante esposizione punta non solo alla riproposizione dei suoi celebri quadri, liberi e trasgressivi, ma soprattutto a suggerire una nuova lettura dell'intera opera della Lempicka grazie a ricerche sulle fonti documentarie, che hanno permesso di ricostruire la storia di molti dipinti, approfondire i legami con il Futurismo, presentare opere mai esposte prima e il Portrait de Madame P., che addirittura era considerata perduta.