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occhiVigile

La degenerazione maculare senile (AMD) rappresenta la principale causa di perdita del visus in persone di età superiore ai 55 anni.

La degenerazione coinvolge la parte centrale della retina, quella in cui la visione è più nitida , risparmiando la visione periferica. In una piccola minoranza di pazienti si può verificare una abnorme neo vascolarizzazione retro retinica, con secondari essudati ed emorragie.

Se questa situazione viene individuata prima che i vasi raggiungano l'esatto centro della retina, è possibile obliterarli con il trattamento laser.

Jay Lavine

 

Occhio al microonde.

Se USATE IL  MICROONDE!

OK

La cornea dell'occhio non è percorsa da vasi sanguigni che possano raffreddarla e corre il rischio di surriscaldarsi se colpita da microonde, anche perché non  è trasparente a queste lunghezze d'onda .

Per questo motivo la esposizione frequente alle microonde, cosi come alla luce solare può aumentare la incidenza della cataratta in età avanzata.
Se dalla luce solare ci si può difendere con occhiali da sole, non esistono protezioni simili contro le microonde.

La griglia di Amsler* è usata nello studio medico per rilevare i cambiamenti della capacità visiva.
I medici chiedono ai pazienti di controllare anche da soli la loro capacità visiva, ponendo la griglia su un frigorifero o in un qualsiasi altro luogo della casa.
I pazienti possono riportare poi qualsiasi cambiamento rilevato.

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Farmaci e truffe !

Avastin-Lucentis, un inganno senza fine

Ricorderete lo scandalo dei due farmaci cloni, Avastin e Lucentis, impiegati per curare la maculopatia, degenerazione della retina che porta alla cecità.

Il primo, a buon mercato (14 euro a fiala), il secondo, carissimo (800 euro a fiala).

Ricorderete la truffa: falsi studi per far credere agli anziani che Avastin fosse nocivo, eliminarlo dal mercato e costringere il sistema sanitario a rimborsare il costosissimo Lucentis.

Ricorderete come affiorò il malaffare, i malati si trovarono con un farmaco proibito, di punto in bianco giudicato tossico (eppure veniva usato senza problemi dal 2007) e con un secondo farmaco – caro come oro zecchino – che il sistema sanitario non era in grado di rimborsare a tutti.

Nell’attesa di ricevere le fiale, molti anziani e diabetici persero tempo prezioso e, subito dopo, anche la vista (!).

Gli oculisti dimostrarono l’innocuità di Avastin e, dopo due anni, l’Antitrust condannò le due aziende, Roche e Novartis, a pagare una multa di 180milioni di euro.

Nel gergo economico le due big pharma avrebbero fatto cartello, ossia, appartenendo allo stesso gruppo, si sarebbero messe d’accordo per spingere il farmaco più costoso.

La multa inflitta dal Garante venne pagata allo Stato mesi fa. Ma nemmeno un euro di risarcimento è andato a chi, per colpa di questa frode, è diventato cieco.

Mentre è ancora in corso la richiesta danni avanzata dal ministero, (45 milioni per il 2012, 540 milioni per il 2013 e 615 milioni per il 2014).

“Non tutti gli ospedali usano Avastin. Vi sono differenze fra una regione e l’altra.

In Veneto si usa prevalentemente Avastin, in Lombardia Lucentis. Stiamo raccogliendo i dati: in sostanza, guardando all’intera Penisola, negli ospedali italiani prevale l’uso di Lucentis.

Da un lato, è l’effetto di quello che è successo: i pazienti si sono spaventati e preferiscono andare sul sicuro, richiedono espressamente Lucentis.

Dall’altro anche gli oculisti spesso ‘non osano’ fare prescrizione off label, perché sanno che non avrebbero alcun sostegno da parte di ministro e Aifa”.

“Ma, è un timore senza senso. L’indicazione per un farmaco è una convenzione ed è decisa da un’azienda. Se Roche chiedesse per Avastin l’indicazione per le maculopatie non le verrebbe certo negata (intanto chiediamo ai lettori: perché Roche non presenta richiesta?).

Ogni medico prescrive in scienza e coscienza anche off label, pensiamo ai pediatri: non esistono farmaci per i bambini.

In tutto il mondo il medico che prescrive in scienza e coscienza è incoraggiato e sostenuto.”

Facciamo due conti.

“La maculopatia ha un grande impatto sulla spesa sanitaria. Colpisce una persona su tre dopo i 70 anni. Fino a 5 anni fa non c’era una cura.

Per questo la spesa pubblica in oculistica è raddoppiata dal 2010 al 2015. Abbiamo stimato in 120mila i malati e valutato che 65mila di questi non hanno concluso le terapie. Ciascun paziente deve sottoporsi a sette iniezioni intravitreali all’anno, a cadenza regolare.

La terapia per la maculopatia costa allo Stato più di un intervento di cataratta per il quale il sistema sanitario rimborsa 800 euro a occhio.

Usando Lucentis, che costa 800 euro a fiala, per ciascun paziente si spendono 5.600 euro, con Avastin basterebbero 98 euro a malato”.

Incredibile. È lo stesso gioco delle case farmaceutiche! “Le aziende hanno ottenuto il loro risultato, dapprima seminando il panico e facendo credere che il farmaco più economico non fosse sicuro.

E ora, grazie ai vincoli assurdi imposti dal ministero e accolti da Aifa, sono riusciti a spingere Lucentis. Con la confusione hanno vinto…”.

Intanto dagli ospedali lombardi, quelli che hanno scelto di adottare solo il farmaco caro, arrivano i primi stop alla terapia. Pazienti che fanno la prima iniezione e poi più nulla, “sono sei mesi che non chiamano”, ci dicono dal San Raffaele.

Del resto se il Pil è impantanato, le tasche di Pantalone ormai hanno solo buchi. Poco importa se i nostri anziani diventeranno ciechi, all’ingordigia dei soliti non c’è limite.

Diversi studi indipendenti della Fondazione Cochrane dimostrano l’innocuità di Avastin e Napoleone Ferrara, lo scienziato a cui si deve la scoperta delle due molecole dichiarò pubblicamente “che Avastin e Lucentis sono equivalenti”.

Il Consiglio superiore di sanità si è espresso nell’aprile di un anno fa: le due molecole, Avastin e Lucentis, sono sostanzialmente simili, entrambe sicure e adatte a trattate la maculopatia. E Aifa è invitata a consentire “il più presto possibile l’uso di Avastin”.

Matteo Piovella presidente Soi (Società oftalmologica italiana): “Vi è una clausola che ha ostacolato di fatto l’impiego del farmaco più economico su larga scala. Si stabilisce che il frazionamento di Avastin si debba fare esclusivamente nelle farmacie ospedaliere e i trattamenti solo in ospedale.

Significa che su 7mila oculisti italiani solo 100, quelli che lavorano in ospedale (abbiamo calcolato 58 strutture) possono usare Avastin”.

Le iniezioni di Lucentis sono permesse in qualsiasi centro oculistico. Invece di estendere la terapia più economica, la si ostacola.

Senza alcun motivo. Siamo unici al mondo a fare questo. In tutti i Paesi le prescrizioni di Avastin e Lucentis sono libere, a discrezione del medico e del denaro pubblico a disposizione.

E in tutti i Paesi Avastin è frazionato nei centri oculistici”.